
Riprendo il quaderno della tigre dopo quasi un mese. Da molto sentivo l’esigenza di dare notizie sul nostro lavoro. Dopo l’entusiasmo dei primi tempi, dove tutto è novità e stimola la curiosità per il diverso, abbiamo avuto un processo di adattamento che per ognuno ha avuto un percorso diverso. Ci siamo allontanati ed il gruppo si è disgregato, ogniuno ha dovuto fare i conti con il proprio spirito di adattamento evla propria sopportazione della diversità che ti colpisce nel profondo. Il compito che ci siamo prefissati si è verificato iù complesso di ciò che ci aspettavamo. Lo studio del mercato indiano ha demoralizzato e confuso per la diversità del mondo occidentale. Le settimane sono passate con rapidità, per concludere le pratiche con il commercialista, per la società e la banca con viaggi frequenti ad Ernakulam. Seguire e decidere i particolari della costruzione, altezza, scala, tetto, la spesa, la gestione della casa, delle automobili che necessitano di riparazioni, ricerca dei materiali e dei lavoratori. Le ventiquattro ore quotidiane non bastano mai a seguire tutto.
In questi due mesi, dalla partenza di Thomas, abbiamo assimilato in parte le abitudini, i colori, il cibo e la nostra autonomia è aumentata. Ormai spostarsi attraverso le strade, che inizialmente erano dei labirinti, fa parte del quotidiano.
Il tempo passato a Mother and Child è sempre rigenerante e periodicamente andiamo a trovare i ragazzi e per seguire i lavori della nuova casa dei piccoli. Domani comincio la costruzione dei letti per gli ospiti.
Il rapporto con tutti i ragazzi e le ragazze di Mother and Child si fa sempre più stretto e con dedizione si lavora per un bene comune gettando insieme le basi per una prolifica collaborazione.
La prima fase del progetto Design in Kerala si sta concludendo ed è tempo di tirare le somme.
Nel periodo in cui Peter è stato qui abbiamo svolto un lavoro di riflessione con riunioni e discussioni su come gestire e portare avanti i vari compiti. Nella casa di Thomas abbiamo allestito un vero ufficio nel quale lavorare, con tanto di lavagna bianca nella quale annotiamo tutti i compiti giornalieri e non. Abbiamo riacquistato il saper lavorare in gruppo e la capacità di prendere decisioni condivise anche nelle prospettive.
Tornando all’India, qui il tempo scorre in modo diverso. E’ un andamento sinuoso, colorato all’eccesso. Pur essendo qui coinvolti in una crescita veloce loro vivono senza fretta e le cose sono nel loro tempo e con costanza svolgono il proprio lavoro.
Ora possiamo tornare per un un po’ in Italia a seguire il corso dello IED sul progetto e comprare macchinari.
Non avrei mai creduto che in soli tre mesi saremo riusciti ad arrivare al quasi completamento dell’edificio del laboratorio e a allineare la visuale del nostro scopo, soprattutto conoscendo i tempi indiani. Siamo più consapevoli soprattutto delle difficoltà.






