LA CASA DEI PICCOLI E’ FINITA

E’ stata dura ma ce l’abbiamo fatta! La Casa dei Piccoli è stata finalmente inaugurata a due anni di distanza dalla posa della prima pietra. I bambini si sono trasferiti a marzo e noi che siamo andate a trovarli abbiamo dormito nelle deliziose camerette della foresteria al terzo piano. Tre hanno il bagno dentro e le altre quattro dividono un bagno al piano.

La nuova casa è davvero bella e confortevole, i bambini e le mamme sono felici del trasferimento e si sono subito ambientati. Ringraziamo di cuore tutti i sostenitori grazie ai quali sono stati raccolti i circa 38mila euro che sono serviti per costruire il nuovo fiore all’occhiello della Motheranchild Foundation.

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In Italia…

Cari tutti,

é da tempo che niente viene scritto nel nostro diario…

Abbiamo lasciato nelle buoni mani del geometra Siju, la ottimizzazione della costruzione del fabbricato che man mano va a completarsi.

Nel frattempo noi siamo tornati in Italia dove è cominciato il corso di Social Design allo IED (Istituto Europeo di Design) Roma, che vede coinvolti le due sezioni del secondo anno (circa 30 studenti) di Product Design.

Quest’anno il corso è dedicato alla Mother and Child Foundation e alla tidCo. (The Italian Design Company) dove siamo stati invitati a dare il breif del corso.

Abbiamo mostrato agli studenti abbondante materiale sul’India e in particolare sulla Mother and Child Foundation, spiegandogli in dettaglio l’attivita di design che stiamo portando avanti sul posto e dello stretto legame che la tidCo. ha con la fondazione.

Il compito dei studenti è quello di progettare prodotti di arredo di piccole e medie dimensioni per la zona living per interni ed esterni. Gli oggetti richiesti doranno avere una forte connotazione e riconoscibilità tipica della cultura indiana, reinterpretata e contaminata in chiave moderna dalla cultura occidentale.

A fine corso (Giugno 2011) selezioneremo il miglior progetto e ne realizzeremo un prototipo che verrà esposto all’evento estivo “Apriti Ied”, Roma.

Reem Azzu

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I lavori continuano.


Riprendo il quaderno della tigre dopo quasi un mese. Da molto sentivo l’esigenza di dare notizie sul nostro lavoro. Dopo l’entusiasmo dei primi tempi, dove tutto è novità e stimola la curiosità per il diverso, abbiamo avuto un processo di adattamento che per ognuno  ha avuto un percorso diverso.  Ci siamo allontanati ed il gruppo si è disgregato, ogniuno ha dovuto fare i conti con il proprio spirito di adattamento evla propria sopportazione della diversità che ti colpisce nel profondo. Il compito che ci siamo prefissati si è verificato iù complesso di ciò che ci aspettavamo. Lo studio del mercato indiano ha demoralizzato e confuso per la diversità del mondo occidentale. Le settimane sono passate con rapidità, per concludere le pratiche con il commercialista, per la società e la banca con viaggi frequenti ad Ernakulam. Seguire e decidere i particolari della costruzione, altezza, scala, tetto, la spesa, la gestione della casa, delle automobili che necessitano di riparazioni, ricerca dei materiali e dei lavoratori. Le ventiquattro ore quotidiane non bastano mai a seguire tutto.
In questi due mesi, dalla partenza di Thomas, abbiamo assimilato in parte le abitudini, i colori, il cibo e la nostra autonomia è aumentata. Ormai spostarsi attraverso le strade, che inizialmente erano dei labirinti, fa parte del quotidiano.
Il tempo passato a Mother and Child è sempre rigenerante e periodicamente andiamo a trovare i ragazzi e per seguire i lavori della nuova casa dei piccoli. Domani comincio la costruzione dei letti per gli ospiti.
Il rapporto con tutti i ragazzi e le ragazze di Mother and Child si fa sempre più stretto e con dedizione si lavora per un bene comune gettando insieme le basi per una prolifica collaborazione.

La prima fase del progetto Design in Kerala si sta concludendo ed è tempo di tirare le somme.
Nel periodo in cui Peter è stato qui abbiamo svolto un lavoro di riflessione con riunioni e discussioni su come gestire e portare avanti i vari compiti. Nella casa di Thomas abbiamo allestito un vero ufficio nel quale lavorare, con tanto di lavagna bianca nella quale annotiamo tutti i compiti giornalieri e non. Abbiamo riacquistato il saper lavorare in gruppo e la capacità di prendere decisioni condivise anche nelle prospettive.

Tornando all’India, qui il tempo scorre in modo diverso. E’ un andamento sinuoso, colorato all’eccesso. Pur essendo qui coinvolti in una crescita veloce loro vivono senza fretta e le cose sono nel loro tempo e con costanza svolgono il proprio lavoro.

Ora possiamo tornare per un un po’ in Italia a seguire il corso dello IED sul progetto e comprare macchinari.

Non avrei mai creduto che in soli tre mesi saremo riusciti ad arrivare al quasi completamento dell’edificio del laboratorio e a allineare la visuale del nostro scopo, soprattutto conoscendo i tempi indiani. Siamo più consapevoli soprattutto delle difficoltà.

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Kochin e tramonto.

Oggi incontro con Mathew commercialista, partono per  Kalloor  e poi Ernakulam  Rob, Marco, Reem e Nadine. Irene ed io restiamo a Thodupuzha, sbrighiamo un po’ di cose in paese e poi a casa. Gli altri invece hanno avuto una giornata lunga nel traffico caotico di Ernakulam che è una città soprattutto commerciale, hanno trovato un buon contatto per l’acciaio e Marco un bel paio di occhiali, che cercava da tempo, ad un ottimo prezzo, lenti da prescrizione perfette, consegnate in 2 ore. Sono tornati tardi , stanchi ma soddisfatti. Quella matassa intrigata che sembrava all’inizio si stà dipanando e ogni giorno è meno complicato affrontare le cose. Roberto ormai guida come un indiano, anche Marco va tranquillo e stiamo ancora aspettando l’ambassador. In serata ci godiamo uno spettacolare tramonto, che accende i campi di riso sotto casa.

Carla Filippini

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